Un fenomeno naturale ampiamente diffuso
Chiedere al proprio interlocutore di ripetere, confondere le parole, aumentare il volume della televisione: sono tutti segnali di una perdita dell'udito riscontrabili nel quotidiano.
Questi disturbi colpiscono il 10% della popolazione italiana. Diversi fattori di rischio spiegano questa condizione, a cominciare dalla naturale fragilità dell'orecchio. Infatti, le cellule sensoriali dell'udito sono poco numerose - 15000 contro gli svariati milioni di cellule della vista e dell'olfatto - e non si rinnovano. La scomparsa naturale di queste cellule è la causa principale dei disturbi dell'udito. Dopo i 50 anni, il normale invecchiamento dell'orecchio, chiamato "presbiacusia" colpisce il 15% degli italiani. Dopo i 60 anni, 1 persona su 5 ne é affetta.
Equivalente della presbiopia per la vista, la presbiacusia è causata dalla progressiva diminuzione delle cellule sensoriali cigliate. Queste cellule hanno il compito di trasformare l'onda sonora percepita dalle nostre orecchie in un messaggio elettrico interpretabile dal cervello. Vero e proprio centro nervoso dell'udito, sono indispensabili per il corretto funzionamento dell'orecchio.
Il rumore e i suoi rischi
Tutti i suoni diventano rumore quando sono nocivi per il sistema uditivo. I suoni possono provocare disturbi uditivi a partire da 85 dB (Decibel). Un rumore è più pericoloso quanto più potente e persistente. Ascoltando suoni a 85 dB, i disturbi uditivi si manifestano dopo molti anni. Oltre 110 dB, pari all'intensità di un colpo di fucile, la perdita dell'udito può sopraggiungere in pochi secondi.
Altri fattori possono spiegare la perdita dell'udito, come la sovraesposizione al rumore, l'ereditarietà, l'uso di alcuni medicinali o le otiti frequenti. Qualunque sia la causa, esiste una soluzione. Soprattutto se la perdita d'udito è affrontata rapidamente.
Come funzionano le orecchie?
L'orecchio è composto dalle seguenti parti:
- Orecchio esterno (padiglione auricolare), ovvero l'ingresso dell'orecchio.
- Orecchio medio, con gli ossicini dell'orecchio e il timpano. Il timpano mette in movimento gli ossicini dell'orecchio (chiamati martello, incudine e staffa) che, a loro volta, amplificano il suono.
- Orecchio interno, che comprende la coclea e gestisce l'equilibrio. La staffa collega l'orecchio medio all'orecchio interno e fa muovere il liquido che si trova all'interno della coclea. Questa (chiamata anche chiocciola per la sua forma) traduce le vibrazioni sonore in segnali per il cervello. Il segnale passa poi attraverso quelle che vengono chiamate cellule cigliate.
Se uno di questi organi si usura può funzionare male, e ciò può portare alla riduzione dell'acutezza uditiva.




