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Pubblichiamo oggi la testimonianza di Enrica che, come tutte le figlie, si preoccupa per la salute di sua madre e se ne prende cura. Essendo lei stessa portatrice di apparecchi acustici, Enrica può farci comprendere meglio le problematiche di chi ha un calo di udito e come affrontare la questione nella maniera giusta.

Panoramica

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Una situazione che conosciamo bene

I vecchi apparecchi acustici della mamma sono fuori uso (finalmente) e mio padre le voleva comperare dei nuovi apparecchi. Ma lei gli ha detto: "No. Non comprare niente, tanto non li porto."

Quante volte l'ho sentita questa storia: una persona anziana in famiglia che ha bisogno di apparecchi acustici ma non li vuole portare perché non sa come gestire il cambiamento. Forse si tratta del cosiddetto shock sonoro (la differenza tra ciò che si percepisce ora e ciò che si percepisce portando un apparecchio acustico). Che sia talmente spiacevole da far rinunciare a priori? Meglio far finta di non averne bisogno e perdersi metà dei discorsi!

Ho visto signori, figli, nuore, mogli che riportavano in negozio gli apparecchi appena acquistati dicendo la fatidica frase 'è troppo vecchio”, oppure ‘questa età ormai è difficile abituarsi’. Mi riesce difficile accettare la cocciutaggine di mia madre anche perché io stessa ho provato e so com'ero contenta dei miei nuovi apparecchi acustici quando li ho cambiati dopo sette anni.

Ascoltare senza sentire

Qualche tempo fa ho visto un film in cui un bambino chiedeva a un personaggio perché era così grosso e pesante. Il personaggio ha risposto che per far posto al suo enorme cuore aveva bisogno di un corpo altrettanto grande. Mia madre mi ricorda quel personaggio.

 È una grande donna con un cuore enorme. Farebbe di tutto per gli altri, ma quando si tratta di farlo per se stessa... sceglie la strada più breve, anche con il suo problema di udito. Prova a leggere le labbra delle persone, fa cenni di assenso quando non è necessario e accetta persino di fare cose che non ha neanche sentito per far credere agli altri di essere interessata.Nel profondo so quanto si senta esclusa: non sente la gran parte di quello che si dice. Questo l'ho sperimentato anch'io. Quando il mio apparecchio ha smesso di funzionare, mi sono sentita proprio così, esclusa. Questo 'ascoltare-senza-sentire' lo chiamo 'partecipazione superficiale'. Ci sei, sembri presente, ma in realtà sei solamente superficialmente coinvolto.


Mi chiedo come diavolo faccia ad incontrare sempre tutte quelle persone nuove. Saranno tutte così gentili e pazienti ogni volta che dice: "Cosa dici? Non ho capito" o forse se le conquista grazie al suo buon carattere e alle sue battute mancate? Tanti mi raccontano di come i loro cari si tolgano gli apparecchi acustici e se li mettano in tasca quando è in un ambiente rumoroso. Così però non possono più partecipare alla conversazione e se ne stanno seduti là, da soli. E se si prova a coinvolgerli, dicono cose tipo ‘ah, non mi interessa'. Ma per loro, è come stare dall’altra parte di un vetro fonoassorbente, vedono tutto ciò che succede ma non hanno idea di che cosa si dica.

Come convincerla

Cosa posso fare per convincere mia madre a portare i nuovi apparecchi acustici e perché partecipi di nuovo alle conversazioni in famiglia?
Ci sono quattro ottime ragioni per cui mia madre dovrebbe portare gli apparecchi acustici:
 

1. La rendono amica/moglie/madre/nonna migliore

Ehi, mamma, sei la donna più simpatica e disponibile che conosca, ma se non riesci a sentire quello che dico, per me non ci sei veramente. Se sono triste, preoccupata o in ansia e ho il coraggio di confessartelo, l'ultima cosa che voglio sentire da te è: "Eh? Cosa?", o che non senti proprio niente di quello che dico. 

È già così difficile confidarsi quando l'udito funziona! Mi dispiace profondamente se scegli coscientemente di non voler più comunicare bene, solo perché pensi di non poter sopravvivere a un cambiamento, perché temi di non 'abituarti ai nuovi suoni'. Mia madre è la donna più in gamba che conosco. Le cose che ha fatto nella vita sono veramente ammirevoli. E ora, eccola lì... bloccata davanti a un minuscolo apparecchio, solo perché non crede di potercisi abituare, mentre io sono certo che ce la può fare!
 

2. La nuova tecnologia si adatta a te

Oggi gli apparecchi acustici sono altamente personalizzabili, tutta un'altra cosa rispetto a quelli del passato. Assieme all'audioprotesista si ricerca la regolazione personalizzata e più confortevole e con i risultati migliori. Ci sono dei suoni che ti danno fastidio? Scrivi quali sono, prendi appunti e segnati anche il motivo per cui ti danno fastidio: troppo forti, troppo acuti, metallici o graffianti, troppo travolgenti o predominanti. Gli audioprotesisti sono dei professionisti e sanno cosa intendi per 'metallico' e come regolare l'apparecchio di conseguenza. Questa fase di aggiustamento ti prende solo due o tre visite. 
 

3. La vita è più bella

Non importa chi sei, puoi star sicuro che non appena avrai trovato la regolazione giusta, sentirai il mondo attorno a te con un 50-60% di suoni in più. Dal canto degli uccellini alle battute a doppio senso durante le partite a carte, c'è molta più vita di quanto tu senta in questo momento. Perché accontentarsi di sentire di meno? Non sei stufa di stare lì a vergognarti? È pure colpa tua se non senti quello che si dice, perché non hai voglia di adattarti al nuovo apparecchio. 

Prendi finalmente il coraggio a quattro mani. Non è mai successo che un apparecchio sia stato regolato perfettamente al primo colpo, ma se ti fai aiutare dall'audioprotesista lo sarà! L'audioprotesista è esperto dei suoni strani che senti. Non è un problema per lui se gli dici che l'apparecchio non va bene. Non farti scrupoli a dirgli che desideri sentire determinati suoni diversamente, più forti o meno intensi. Si tratta di te, del tuo udito. Devi un po' impegnarti e all'inizio si deve fare qualche sforzo, perderci un po' di tempo. Non puoi rifiutarti di indossare gli apparecchi dicendo solo che non ti vanno bene e poi sbarazzatene nascondendoli in qualche cassetto! Perché no? Perché i tuoi familiari e amici hanno bisogno di te. Desiderano comunicare con te, ascoltarti e volerti bene. Ho perso una parte di mia madre quando lei si è rifiutato di provare i nuovi apparecchi. Mio padre ha perso una parte della sua consorte. Anche le amiche di mia madre hanno perso una parte della loro amica. Mia madre è troppo gentile, divertente e cara e significa troppo per noi per accettarne di averla in una versione parziale. Noi lo amiamo al 100% e quindi se è presente solo al 50-60%, non siamo solo delusi, ma profondamente dispiaciuti perché sappiamo che la tecnologia offre una soluzione... basta solo che lei l'accetti.
 

4. È troppo facile rinunciare

In passato me ne sono lavata le mani. Anche mio padre è stato a guardare. Mia madre è così cocciuta che si rifiuta di credere che la tecnologia sia così avanti come si dice. E io so cosa ha passato in precedenza con il suo apparecchio perché ci sono passata anch'io. Ho una perdita uditiva medio-grave e se sono senza i miei apparecchi devo comunicare a gesti, perché sono praticamente sorda. Non ho potuto far altro che adattarmi. E sai cosa? Ci sono riuscita sempre, ogni volta. Il cervello è qualcosa di fantastico. Dagli solo due o tre settimane di tempo (con l'aiuto dell'audioprotesista) ed è in grado di adattarsi perfettamente al nuovo suono. Non è meraviglioso? Mi sono imposta di non farmi mettere da parte da mia madre questa volta. È troppo importante. Sentire è una parte importante della vita, coinvolge tutti quelli che ci sono vicini. Arricchisce lo stare insieme, rafforza le relazioni e molto altro ancora. Se anche per te è difficile affrontare l'argomento 'apparecchi acustici' con un familiare, spero che questi quattro motivi ti forniscano un appiglio e un'apertura per parlarne. Forse puoi far leggere questo testo a chi ti sta a cuore. Spero che troviate entrambi il modo per rompere l'ostinazione e portare la persona cara a riflettere e a farsi ispirare.

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