By:  Dr. Ruth Reisman

Perché è importante eseguire uno screening audiologico neonatale?

I bambini di età compresa tra 0 e 5 anni si trovano in un momento importante per lo sviluppo della parola e delle capacità comunicative. Se durante questo periodo di tempo si saltano le tappe significative dello sviluppo del linguaggio, negli anni successivi il bambino rischia difficoltà linguistiche, sviluppo sociale anormale e difficoltà di apprendimento. L'incapacità di un bambino di udire, sia essa permanente o transitoria, comporta l’invio di stimoli linguistici incoerenti al cervello, ostacolando quindi la capacità di consolidare i corretti percorsi neurali indispensabili per garantire un normale sviluppo del linguaggio. Pertanto lo screening neonatale neurosensoriale, in Italia obbligatorio e gratuito per tutti i nascituri, prevede anche importanti esami uditivi su misura per neonati.

Lo screening audiologico neonatale è fondamentale per individuare precocemente un deficit uditivo o una sordità congenita. Questo esame permette di identificare una gran parte dei bambini con ipoacusia preverbale, di confermare la diagnosi entro il terzo mese di vita e di avviare un percorso terapeutico e riabilitativo entro il sesto mese di vita, così come raccomandato dall’OMS. Grazie ai provvedimenti nazionali e regionali in materia di screening audiologico neonatale, volti anche a rendere obbligatorio lo screening neonatale neurosensoriale a livello del Punto Nascita, la percentuale di neonati dimessi sottoposti a screening audiologico è tendenzialmente del 100%.

Quali sono i test dell’udito per neonati?

I neonati non sono in grado di reagire ai suoni trasmessi in cuffia come gli adulti, pertanto sono state messe a punto tecniche oggettive volte a valutare la salute del sistema uditivo dei più piccoli. I due strumenti oggettivi di base a disposizione degli specialisti al Punto Nascita sono le emissioni otoacustiche transienti (TEOAE) e i potenziali evocati uditivi automatici del tronco encefalo (AABR).

Come si svolgono questi esami di screening audiologico e cosa possono rivelare?

La valutazione delle emissioni otoacustiche è la metodica elettiva dello screening neonatale universale grazie alla sua semplicità e rapidità di esecuzione. L’esame serve a valutare la funzionalità cocleare confermando o meno la presenza delle emissioni otoacustiche, ovvero dei suoni di debole intensità emessi dalle cellule ciliate esterne della coclea in modo spontaneo (SOAE) o evocato (TEOAE e DPOAE). Questo test facilita la diagnosi del grado e del tipo di perdita uditiva ed è particolarmente utile per valutarla in popolazioni difficili da testare come i neonati. Entrando più nel dettaglio, le TEOAE sono emissioni otoacustiche da stimoli transienti mentre le DPOAE sono emissioni otoacustiche di intermodulazione o prodotti di distorsione otoacustici. La presenza di TEOAE e DPOAE in un orecchio sano può escludere un’ipoacusia di grado lieve, anche se le DPOAE presentano una specificità frequenziale superiore. Entrambe le emissioni otoacustiche sono purtroppo assenti in ipoacusie di entità superiore a 40-50dB HL, rendendole quindi non ideali nel rilevare ipoacusie di media entità.

Il test dei potenziali evocati uditivi automatici del tronco encefalico (AABR) è  una valutazione fisiologica del nervo uditivo e delle strutture uditive all'interno del tronco encefalico. Questo screening può favorire la diagnosi differenziale di cisti o tumori a carico del nervo acustico. È anche in grado di evidenziare la soglia uditiva in pazienti non affidabili o difficili da esaminare. I potenziali evocati uditivi sono monitorati attraverso elettrodi superficiali posti sulla pelle e sulle orecchie, grazie ai quali è possibile escludere perdite di udito anche di livello lieve nei neonati.

Cosa succede se un neonato non passa il test dell’udito?

In caso di esito positivo o risposta dubbia, di norma si adottano le seguenti procedure:
  1. Ulteriore screening prima delle dimissioni. L’ospedale utilizzerà la medesima tecnica di analisi o procederà adottando un metodo diverso, così da verificare eventuali esiti differenti.
  2. Convocazione dei genitori. Se il bambino continua a non superare i test dell’udito prima della dimissione, il personale sanitario convocherà i genitori al fine di illustrare loro le possibili cause di tale esito. Spesso i neonati non superano lo screening audiologico a causa della presenza fisiologica di vernice caseosa nel condotto uditivo. Si tratta di un fenomeno comune, ma sarà comunque necessario procedere a ulteriori accertamenti al fine di escludere una sordità profonda congenita permanente.
  3. Consulto esterno. I genitori vengono rinviati a un Centro Audiologico con competenze pediatriche, in modo da effettuare un ulteriore screening approfondito entro un mese dalle dimissioni.
  4. Follow up. I genitori sono invitati a monitorare attentamente la salute uditiva del proprio neonato, nonché a seguire scrupolosamente le indicazioni fornite dagli specialisti e dal pediatra.
  5. Sorveglianza ambulatoriale dopo la dimissione. Il pediatra di libera scelta monitora la salute del neonato e invia al Centro Audiologico competente eventuali anomalie riscontrate nell’osservazione clinica o riferite dai genitori.

Cosa succede se un neonato continua a non superare i vari test dell’udito?

Sottoporre i neonati a ulteriori screening audiologici neonatali è estremamente gratificante quando si ottiene finalmente un esito negativo e si è quindi in grado di rassicurare i genitori preoccupati dando loro ottime notizie. Ma cosa succede quando il bambino continua a non superare i test? In questo caso il lavoro di specialista audiologo risulta decisamente difficile, in quanto è necessario rassicurare i genitori pur vedendo nei loro occhi la paura crescente alla notizia di un altro screening fallito. In tal caso è necessario procedere a uno screening neonatale acustico ogni 2-4 settimane e in caso di esito positivo o dubbio, procedere effettuando una valutazione audiologica completa con attenta anamnesi.

Cosa significa valutazione audiologica completa?

A differenza di bambini e adulti, i neonati non sono in grado di fornire risposte soggettive a un test dell’udito, pertanto è necessario adottare metodiche oggettive. Le due tecniche per misurare l'udito dei bambini sono il test dei potenziali evocati uditivi automatici del tronco encefalico (AABR) o il test dei potenziali evocati di stato stazionario (ASSR), il quale valuta le soglie uditive a 0,5, 1,2 e 4 kHz simultaneamente. Queste valutazioni sono misurazioni oggettive del nervo acustico da tradurre in soglie uditive su un audiogramma.

Quali sono le cause di ipoacusia neonatale?

Una perdita di udito nei neonati può avere diverse cause, le quali possono variare in termini di grado, configurazione ed eziologia. Le più comuni sono la presenza di fluido nel condotto uditivo (ipoacusia temporanea) o una forma di ipoacusia congenita, di norma permanente. Altre cause comprendono una perdita di udito secondaria in seguito a una malattia della madre o a causa di medicinali ototossici assunti dalla madre a sua insaputa. Pertanto durante la gravidanza è sempre necessario assumere con cautela qualsiasi medicinale, anche da banco, e sempre sotto supervisione di un medico.

Quali sono le soluzioni?

I test dell’udito per neonati sono cruciali al fine di prevenire o trattare tempestivamente qualsiasi forma di ipoacusia neonatale. L’OMS raccomanda di effettuare ulteriori screening neonatali neurosensoriali a un mese, di confermare eventuali diagnosi entro il terzo mese e di iniziare un intervento terapeutico e riabilitativo entro il sesto mese di vita. Si tratta di misure essenziali al fine di assicurare al neonato la possibilità di uno sviluppo psico-sociale nella norma. In alcuni casi la perdita dell'udito può essere trattata con farmaci o interventi chirurgici, mentre a volte i bambini hanno bisogno di apparecchi acustici e di una terapia logopedica per ottenere buoni risultati in materia di sviluppo del discorso e del linguaggio.
Di norma i neonati identificati come portatori di sordità vengono presi in carico dal Centro Audiologico di competenza per il completamento diagnostico multidisciplinare e per impostare la terapia protesica o chirurgica e la riabilitazione. Esistono inoltre molte risorse per i genitori di bambini affetti da ipoacusia, tra cui gruppi di supporto e servizi a pagamento. 

Come devono comportarsi i professionisti sanitari

Per un professionista audiologo è importante essere in grado di gestire le reazioni dei genitori alla diagnosi di ipoacusia infantile. Il percorso emotivo di un genitore di un bambino affetto da ipoacusia prevede di norma le seguenti fasi:
  1. Shock
    • Rabbia, panico, perdita
  2. Consapevolezza
    • Comprensione della irreversibilità della situazione
    • Causa ansietà, perdita di sonno, depressione, mancato attenersi alle raccomandazioni
  3. Ritirata
    • Desiderio di scappare dalla situazione
    • Mancato rispetto degli obiettivi della terapia
  4. Riconoscimento
    • Accettazione della disabilità
    • Disabilità spesso considerata come una punizione divina (accezione negativa) o una sfida per elevarsi (accezione positiva)
  5. Colpa
    • I genitori possono sentirsi responsabili della disabilità del proprio bambino
    • Conseguente amore eccessivo e/o iperprotezione
    • Abbandono

Qual è l’obiettivo dei test dell’udito per neonati?

L'obiettivo è spingere la famiglia ad elaborare le emozioni in modo da consentire al loro bambino di ricevere aiuto nel più breve tempo possibile. L’età neonatale è un periodo critico per lo sviluppo del linguaggio e della parola. Fornire supporto, risorse e informazioni ai genitori li aiuterà a elaborare le loro emozioni e ad assicurare al loro bebè le cure neonatali di cui avrà bisogno.
References
 
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Le informazioni contenute in questo articolo sono solo a scopo didattico e informativo: non possono e non devono mai sostituire una consulenza medica professionale. Per qualsiasi domanda relativa alla tua salute, dovresti sempre consultare un medico o un operatore sanitario.